Gran parte della sua infanzia passato in una piscina a nuotare, a rana, ovviamente. Alessio, determinato, era arrivato ad essere un piccolo campioncino in piscina tra gli esordienti, ma l’amore per l’acqua, quasi fosse una parte di sè, lo ha sempre accompagnato, a partire dagli scritti delle scuole elementari, e anche nell’anno delle medie, in cui ha giocato a pallavolo, come ricorda il suo amico Samuele, il suo pensiero tornava sempre alla piscina.

Le piscine non sono tutte uguali

Piccoli campioni nel nuoto

Mantegazza – Il nuoto è uno sport fondamentale e, infatti, molti alunni lo praticano, come i ragazzi di V della scuola Primaria E. De Filippo, di via Isaia. In questa classe ci sono cinque nuotatori più un agonistico; tre di questi praticano lo sport nella piscina di Mantegazza, due in quella di Cornaredo,
mentre uno alla D.D.S. di Settimo Milanese.
Se dovessimo valutare le tre piscine, certamente quella di Mantegazza non è qualitativamente buona: è piccola, non è molto confortevole, vi sono filtri arrugginiti, mancano spalti adeguati. Quella di Cornaredo sicuramente è migliore per caratteristiche: ha ampi spalti da cui poter seguire le gare, è dotata di efficienti attrezzature quali trampolini a pedana, piastre segnatempo, podi… Tra le tre, comunque, la D.D. S è la più consigliabile per chi volesse diventare un campione nel nuoto. Offre anch’essa delle attrezzature all’avanguardia per potersi allenare: cronometri, palette, pinne, tavolette galleggianti; gli istruttori sono molto disponibili, aiutano i principianti. L’acqua è sempre pulita, alla giusta temperatura, le docce e gli spogliatoi sono perfettamente ordinati; l’unica pecca, se si vuole essere precisi, è costituita
dai phon, che erogano aria fredda.
Un nuotatore della D.D.S, A. Moroni, è stato intervistato: “Sì, questa è una piscina per veri campioni. I miei allenatori sono veramente bravi e, se io sono il primo in Lombardia nei 100 metri rana, molto è merito loro.” Anche gli altri compagni intervistati si sono mostrati d’accordo con le valutazioni date alla tre piscine: la migliore è certamente la D.D.S, seguita da quella di Cornaredo, mentre, fanalino di coda, si posiziona la struttura di Mantegazza.

A. Moroni – M. Tunesi

Così poi alle scuole medie, lo ricorda Samuele un suo compagno

Ho capito che io ed Alessio saremmo diventati amici quando il primo giorno di scuola si é presentato come Alessio Rana. Non molti, alle medie, avrebbero avuto il suo stesso coraggio. Non volevo assolutamente perdere l’occasione di conoscere questo ragazzo così particolare ed intrigante, tanto che mi sono seduto subito vicino a lui e siamo stati compagni di banco per quasi due anni.

Ricordo che quando abbiamo fatto pallavolo insieme rimpiangeva di aver lasciato nuoto perchè i nostri allenamenti erano troppo leggeri e fiacchi. Allora quell’anno ci siamo messi in competizione. Cercavamo di dare il meglio di noi ad ogni minimo esercizio. Lui perchè voleva sempre dare il meglio di sé e faticare, io perchè sapevo che se non avesse cambiato idea sulla diffcoltà degli allenamenti, l’anno dopo avrebbe ripreso a nuotare. Alla fine ha deciso di tornare in piscina, d’altronde se c’era una cosa che lrendeva felice Alessio Rana era proprio il nuoto.

Ciao Alessio, sei uno di quei bei ricordi che porterò sempre nel cuore

Dagli allenatori in DDS

Da Morena

……ti ricordo piccino quando venivi in piscina a fare il corso di nuoto e non volevi imparare la respirazione perché a te piaceva nuotare solo a rana….e questo e un piccolo capitolo di tanti ricordi che ci tengono uniti….tantissimi attimi vissuti insieme in dds…tanti attimi emozionanti che…..OVUNQUE…D’OVUNQUE SARAI mi porterò nel petto accanto al mio cuore.tvb Alessio tua Morena

Da Smemo

Alessio…pochi anni di nuoto agnostico ma tanto tanto ricordo di quella tua fisicità e quella tua gambata a rana naturale…ti ricorderò sempre per queste tue doti e la tua espressione quando ti cazziavo per cose che potevano essere fatte meglio…uno sguardo dolce da bambino super educato che con gli occhi mi diceva:” lo so,mi spiace “

Ciao ale💔 Smemo

Da Francesco, papà di Lorenzo

Chissà se era Seregno o Pavia o Cremona. Era sicuramente molto presto, una di quelle domeniche che uno resterebbe a letto fino a mezzogiorno e invece si ritrova in un bar sconosciuto alle 7 a fare colazione, con il rischio di trovare Morena qualche tavolo più in là. Erano tutte così le nostre domeniche, Alessio. Io e papà a discutere del nostro lavoro scontato e noioso, tu e Lori a sprigionare tutta l’energia dei vostri 6 o 7 o 8 anni. Le gare, che a volte andavano bene, altre per nulla, i video con il telefonino. Io e papà a valutare eventuali minimi miglioramenti stilistici, tu e Lori a fregarvene. Per voi le gare finivano appena usciti dalla vasca. Non c’erano margini per inutili, successive discussioni. Ricordo i tuoi occhi vivaci, il tuo sorriso, le tue bracciate a rana fluide e decise. Ti sento ridere ancora, di gusto, con Lori. Dei fatti vostri che non c’era motivo di rivelare a due papà troppo curiosi e ingombranti. Siete cresciuti in fretta, il nuoto è stata solo una parentesi. Dentro di me rimane quella tua espressione perennemente sorpresa. Ti ho voluto un mondo di bene piccolo mio. Te ne vorrò un sacco ancora, per sempre. Getta un’occhiata su di noi, qualche volta. Abbiamo tanto bisogno del tuo sorriso.

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