FlorindaChiara, Andrea e LaLudo

Florinda, mamma di Federico

Cari Elisa , Luca e Vale,

non so se e il canale giusto , ma volevo inviare un messaggio ad Alessio. Solo oggi, dopo tanto tempo, nel giorno del ricordo dei morti, ho trovato la forza di entrare nel sito dedicato ad Alessio, e di scrivere due righe di quello che sento nel cuore. Stamattina  il mio primo primo pensiero  è stato Alessio  e , anche se, come sapete non l’ho conosciuto personalmente, desidero esprimere quanto profondamente sia grata per tutto ciò che Alessio ha rappresentato per mio figlio Federico.

In questi  6 mesi ho pensato  penso spesso a quanto Alessio abbia influenzato Federico: con la sua amicizia, il suo esempio, e la sua presenza che, anche in così poco tempo, ha lasciato un’impronta indelebile. Gli ha insegnato cose che io non avrei potuto trasmettergli, e gli ha mostrato con il suo modo di essere cosa significhi essere un amico vero, leale e generoso. Ogni volta che vedo Federico crescere, ogni volta che lo vedo affrontare la vita con maturità e fiducia, ritrovo in lui un po’ di Alessio. Ed è come se, in qualche modo, una parte di lui continuasse a vivere attraverso mio figlio.

Desidero ringraziarvi, dal profondo del cuore, per aver cresciuto un figlio così speciale.  Come genitori, si pensa  di sbagliare sempre con i figli, ma avete trasmesso, come famiglia dei valori veri che nessuno potrà mai dimenticare. Avete reso possibile un’amicizia che non si perderà mai e che continuerà a guidare Federico nei giorni a venire. Questo è un dono immenso che conserverò sempre con gratitudine.

Con affetto.  Florinda

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Chiara, Andrea e LaLudo

Ciao Alessio,

Nella mente e nel cuore ho tre momenti con te protagonista: ho bisogno di fissarli una volta per tutte, perché quando ci penso mi fanno sorridere. Ed è questo che ho e abbiamo bisogno di fare: pensarti e sorridere.

La prima volta che ti ho visto eri sullo schermo del pc di tuo papà, in redazione. Erano cominciate le vacanze, e tu e “LaVale” (si scrive e si dice così) – a casa da scuola, da soli – vi eravate appena appollaiati sul divano. Vi guardavamo e sorridevamo. Non avevate coscienza alcuna di avere un obiettivo puntato strategicamente su di voi: telecomando in mano, pigiamino, vi eravate piazzati davanti alla tv. Avevate il permesso di farlo, certo: anche perché quello era il miglior punto di osservazione per vostro padre, che così poteva tenervi d’occhio durante il lavoro e in attesa di tornare a casa per farvi il pranzo. Credo fosse il 2012, ma non ne sono sicurissima. Quello che però ricordo bene era la tenerezza infinita che mi facevate: tutti e due, piccoli e così rispettosi. Vi era stato detto di stare lì perché lì il babbo poteva vedervi. E così facevate.

La seconda volta eri già alle medie. Era la “festa per le famiglie” organizzata dal nostro nuovo editore prima della pausa natalizia. Ognuno di noi poteva portare i propri figli al lavoro. Ed eccovi, finalmente, in versione live, tu e LaVale, che rapidamente si è trovata per mano con LaLudo in giro per l’azienda. Poche parole, ma tanti fatti: si vedeva chiaramente la tua matrice. Sguardo serio, deciso, forse pure più maturo rispetto alla tua età. D’altronde avevi un obiettivo che, onestamente, nessuno prima aveva mai raggiunto: mettere in ordine la scrivania di tuo padre. Pure la mia non è mai stata proprio esemplare, ma fidati: la scrivania di tuo padre era una sfida per chiunque avesse bisogno di cercare (trovare era impossibile…) qualcosa. Caxxo, ce l’hai fatta. Non so come sia successo, non ci hai messo neppure troppo tempo: hai messo ordine dove prima era un’apocalisse di fogli, correzioni, riviste, penne, matite, evidenziatori… 

Il 1° maggio 2019, finalmente abbiamo avuto il piacere di averti ospite a casa nostra. Come spesso negli anni passati, anche in quella occasione tu e il tuo babbo eravate in tour per le gare di nuoto. Tappa: Paderno Dugnano. Come mi aveva scritto via uazzap tuo papà: “4 corsie, una piscina più sgrausa non potevano trovarla”, documentando il tutto – da buon giornalista – pure con uno scatto per quanto possibile suggestivo del posto. Se non ricordo male eri tornato a nuotare e a gareggiare da poco: avevi affrontato e superato un periodo non facile, eppure ne eri uscito vincente. Anche in quella gara – abile ranista – sei salito sul podio, terzo se non ricordo male. LaLudo, quando ce l’hai detto, ti aveva guardato con non poca invidia… Vi siete pure scambiati alcune battute tra “addetti ai lavori”: lei, dall’alto dei suoi 10 anni, contestava una tua affermazione; tu, con un mezzo sorriso, alla fine sei capitolato. Mi sono sempre chiesta se aveva davvero ragione lei o se, ormai abituato ad avere a che fare con mini-donne agguerrite, avevi scelto di dargliela vinta. Vero è che ci siamo fatti tutti una gran risata. Hai mangiato due o tre piatti di pasta (eri davvero affamato!), il gelato, accarezzato il bavosissimo Ispettore Clouseau, finché – bello cotto – ti sei sdraiato sul divano. E ti sei addormentato.

Un’altra manciata d’anni. Anche se da lontano, abbiamo assistito e ci siamo sentiti partecipi delle tue conquiste: da ex motocilisti, io e Andrea abbiamo esultato quando abbiamo saputo che avevi adottato la tua prima due ruote. Era maggio 2021, dovevi ancora fare l’esame per la patente, giusto? E ricordo pure l’“upgrade dell’Alessione”, come mi disse il tuo papà, il 12 novembre 2022. Eri bellissimo. Eravamo anche noi orgogliosissimi. Quando hai i motori nel cuore è così: è tutto sempre un po’ famiglia. Nel bene, nel male. 

E oggi? E domani? 

Non lo so, Alessio. Non so proprio cosa sarà domani. So solo che hai cambiato qualcosa di profondo anche nelle nostre vite. E prima o poi ti prometto che riusciremo a dare un senso a tutto. Impegnandoci per essere migliori, anche grazie a te. Per te.

Chiara, Andrea e LaLudo

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